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30/01/09
Category: Politica : nazionale : 

Author: staffsobborghi (8:01 pm)
Giro d'affari enorme da La Maddalena a Cagliari. Ma Soru vuole bloccarlo.<br /><br />E’ una partita a poker che vale due miliardi di euro, in cui ognuno gioca per conto suo, quasi tutti indossano gli occhiali scuri per non far vedere lo sguardo, e tutti hanno un interesse, non sempre coniugabile col bene comune. Dietro le dimissioni di Renato Soru c’è la sfida di una lobby del cemento, le mire, a volte indecenti a volte no, di imprenditori e palazzinari, le faide dentro il Pd, persino la villetta del piccolo consigliere locale, che magari vota contro il piano paesaggistico del governatore. Se ci fosse Rosi potrebbe girare «Le mani sull’isola». La città è troppo poco.<br /><br />Certo, siamo a Cagliari, da dove tutto è cominciato, e nelle cui vicinanze si combattono due delle contese che più hanno lavorato ai fianchi il governatore. Ma non è solo Cagliari. Passeggiando per le rovine archeologiche di Tuvixeddu, per esempio, la scritta che blocca i lavori dell’ingegner Gualtiero Cualbu è ancora affissa, «sito sottoposto a blocco cautelativo dall’autorità giudiziaria». Cualbu, il più noto costruttore edile della città, oggi anche albergatore di lusso col Thotel, voto (esplicito) a destra, aveva presentato un progetto di utilizzo di un’area degradata di 50 ettari dove fino agli Anni Sessanta la gente viveva incastrata come nei Sassi di Matera, 38 dei quali da destinare a parco urbano, e dieci a residenze. Un business da 260 mila metri quadri di nuovi volumi, investimento tra i 150 e i 200 milioni di euro. La Regione ha stoppato tutto, Soru spiega che «quella è un’area archeologica tra le più belle della nostra terra, e non sopporta volumi di queste dimensioni». Cualbu ha fatto ricorso, e adesso racconta: «Sono la vittima predestinata, il costruttore che gli serve per fare bella figura sui media, ma avevo tutte le autorizzazioni. Una cosa è certa, noi il 5 dicembre riprendiamo i lavori».<br /><br />Bisogna dunque, come sempre, seguire dove va il fiume di danari che scorre - o potrebbe scorrere - nell’isola, per cominciare a capire cosa c’è alla radice delle (tante) ansie di rivincita che si coalizzano contro Soru. E risalire un po’ la costa orientale da Cagliari a Cala di Giunco, Villasimius - dove anche in questa mattinata variabile è possibile vedere i fenicotteri. Un sindaco di sinistra, Salvatore Sanna detto Tore, che ostenta familiarità con Walter Veltroni (il segretario democratico ha semplicemente fatto vacanza da quelle parti), aveva inizialmente benedetto il progetto di Sergio Zuncheddu, altro grande costruttore, editore dell’Unione Sarda, nemicissima di Soru: villaggi per 140 mila metri cubi di nuovi volumi, investimento di 90 milioni di euro, stop a tutto, e il Tar che ha appena dato ragione a Soru. Come andrà a finire? Zuncheddu è tenace, «noi andiamo avanti, ricorreremo ancora». Tra parentesi: lui ha l’Unione, e ora anche La Sardegna si è spostata a destra. Prima l’editore era Nicki Grauso, ora una compagine di imprenditori legati a Marcello Dell’Utri.<br /><br />La mappa del potere muta, a urne ancora chiuse. A Cagliari il sindaco forzista Emilio Floris è sul piede di guerra perché sono fermi lavori sul lungomare Poetto, sul porticciolo di Marina Piccola, sul campus universitario. Vuole candidarsi? Alla Maddalena, che Soldati chiamava «la piccola Parigi», dopo il G8 del 2009 si farà un bando per il polo turistico, è assodato che concorreranno il riabilitato Aga Khan (pronto a spendere 150 milioni), una società monegasca (la Giee, collegata col gruppo Rodriguez, che fa yacht d’altura, ne sborserebbe 70), e anche Tom Barrack, se al quartier generale confermano: siamo interessati anche noi. Ma è una partita da giocare. Altre si stanno giocando.<br /><br />Negli ultimi due anni, per dire, i fratelli Toti e Benetton sono arrivati sull’isola più volte per proporre un progetto nella zona di Capo Teulada, all’inizio si sono fatti precedere da una telefonata di Francesco Rutelli. La regione ha controproposto: impegnatevi invece nel tratto di miniere dismesse di Sant’Antioco, dove urge una riqualificazione. Risposta: fossimo matti. Stessa sorte è toccata a Domenico Bonifaci, che voleva operare su un’area intorno a Porto San Paolo, edificando tra l’altro nuove residenze nell’agro, cosa vietatissima dalla filosofia-Soru (i tre chilometri dalle coste sono inespugnabili, e oggetto, appunto, della legge contestata). Lì i lavori non sono neanche mai partiti.<br /><br /><font face="comic sans ms,sand">Alcune porte però si aprono, Soru le cita per dire «è falso che io sia contro l’impresa tout court». Colaninno sta riqualificando un vecchio albergo a Is Molas (progetto di Massimiliano Fuksas), i Marcegaglia hanno acquisito il Forte Village (Tronchetti aveva visitato le miniere dismesse di Ingurtosu, poi ha scelto di non investire), Barrack sta facendo semplici lavori di ristrutturazione dei suoi alberghi della Costa Smeralda, Ligresti ha visto approvare il suo Tankka Village (sempre a Villasimius). Perché loro sì? La regione ritiene che non sfondano il territorio con nuovi volumi, anzi razionalizzano strutture obsolete.<br /><br />Paolo Fresu, jazzista veltroniano, ha lanciato per mail una petizione pro Soru coi suoi amici intellettuali, Salvatore Niffoi, l’attrice Caterina Murino. Ma magari pesa di più l’ira dei sindacati, che strepitano perché l’ex mago del bilancio di Soru, Franceso Pigliaru, il Giavazzi sardo, ha rimesso in sesto il bilancio anche tagliando 98 milioni di euro per la formazione: prima se li pappava la triplice. La circostanza che i seguaci di Cabras, il senatore amico di Fassino capo degli anti-Soru, votino contro il piano paesaggistico è, in questo mare, la semplice goccia.<br />Peserà questa, o il fatto che la somma di tutti gli investimenti bloccati è vicina al miliardo, e - accusa Silvio Berlusconi - «Soru penalizza l’economia»? No, replicano in regione, gli occupati nel settore edile crescono del 18 per cento. E secondo l’assessore all’Urbanistica Gian Valerio Sanna, il miliardo bloccato è compensato da un altro miliardo virtuoso: 500 milioni investiti in tre anni dalla regione per centri storici, campagne, agricoltura, e altri 500 dai progetti approvati ai privati. Ci sono mani e mani, sull’isola della lotta al potere del cemento.</font>
22/01/09
Category: Politica : nazionale : 

Author: staffsobborghi (12:50 pm)

« Il debito totale del bilancio regionale è stato ridotto, in 4 anni, di oltre 2400 milioni di euro.
« In Sardegna, nel 2004, si è arrivati a spendere lesorbitante cifra di 340 milioni di euro per
la formazione professionale.
« Nel 2004, la Regione Sardegna, enormemente indebitata, impiegava il 98% delle risorse
del proprio bilancio per le spese correnti, ovvero stipendi del personale, locali ecc., mentre
ora questa percentuale è scesa al 65%: ciò consente di investire il restante 35% nelle
politiche sociali, sanitarie, dellistruzione ecc.
« Durante lamministrazione Soru le auto blu della Regione sono passate da 750 a 50.
" Lamministrazione Soru ha eliminato circa 1000 posti di sottogoverno
negli enti pubblici, tra cui, ad esempio, le Comunità Montane: non a caso, Soru è uno dei
pochi uomini politici elogiati dal libro "La Casta".
« Il 28 aprile 2006, per la prima volta nella storia, la Giunta ha adottato una delibera in
lingua sarda.
« Grazie alla vittoriosa vertenza entrate condotta dalla Giunta Soru,
lammontare delle entrate regionali è cresciuto, nel periodo 2007-2009, di 1458 milioni di
euro. Si trattava di denaro di spettanza della Sardegna ma che lo Stato tratteneva,
inspiegabilmente, a Roma; Soru è riuscito a restituire alla Sardegna queste somme.
« Per evitare conflitti di interessi, Soru ha ceduto le proprie azioni
Tiscali e Unità al prof. Racugno, illustre studioso e persona di specchiata moralità e
indipendenza, che le gestirà senza che Soru possa intervenire in alcun modo. La Sardegna
è la prima Regione italiana ad aver disciplinato questa materia.
« La connessione veloce a internet serviva, nel 2004, solo il 24% dei
comuni sardi mentre, nel 2009, la Regione Sardegna sarà la prima, in Italia, a servire il
100% dei Comuni.
« La Regione, per la prima volta, ha destinato un finanziamento di 6
milioni di euro affinché le categorie più deboli venissero sostenute nel pagamento del
canone daffitto.
« La Regione ha finanziato oltre 1000 richieste per lacquisto della prima casa.
« Lex Cartiera di Arbatax, con il contributo della Regione, è stata
trasformata in un polo nautico di eccellenza per la costruzione di
imbarcazioni, con la previsione di 700 assunzioni.
« Grazie alla legge regionale n. 6/2008 il costo dellacqua per usi irrigui è diminuito del 65%.
« Secondo i dati Istat gli occupati in Sardegna sono passati dai 575.000 del primo trimestre
2004 ai 633.000 del secondo trimestre 2008.
Le politiche di Soru:
Sanità - Senza limposizione di alcun ticket, il sistema sanitario pubblico sardo, che nel 2004
soffriva di ingenti debiti, è stato risanato; ora la Sardegna è una delle poche regioni italiane
con i conti in equilibrio. Ciò ha permesso enormi investimenti, raddoppiati rispetto agli anni
del centrodestra;
dopo 20 anni in cui si parlava continuamente di chiusure, sono in
costruzione o progettazione 5 nuovi ospedali; i piani personalizzati per persone disabili sono
passati da circa 5 mila nel 2004 a quasi 20mila nel 2008.
Istruzione - La Giunta-Soru ha attuato un piano di sostegno agli studenti di proporzioni mai
viste nella storia dellautonomia sarda. 500 euro al mese per gli universitari meritevoli, oltre
allaumento del numero delle borse di studio per non abbienti; progetto Master and Back per
consentire ai giovani laureati di fare esperienze di formazione allestero con contributi
regionali di migliaia di euro mensili; stanziamento di fondi cospicui per la ricerca;
progetto Sardinia Speaks English per linsegnamento gratuito della lingua inglese alla
cittadinanza.
Ambiente - La Giunta-Soru ha fatto della tutela dellambiente il cavallo di battaglia della
propria politica. Sono state bloccate le speculazioni da tempo in atto sulle coste; queste
iniziative hanno portato alla nomina di Soru da parte dellOnu ad "ambasciatore delle coste".
La percentuale di raccolta differenziata è passata in questi 5 anni da un misero 5% a un
eccellente 40%, quasi dimezzando la quantità di rifiuti in discarica. Limpegno della Regione
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nella lotta agli incendi ha portato la Sardegna al primo posto per rapidità di intervento e
capacità di estinzione degli incendi boschivi.
Trasporti - Grazie alle politiche della Giunta Soru si sono quadruplicati i passeggeri dei voli
aerei a basso costo, il che ha contribuito a consentire nel 2008, per la prima volta, che negli
aeroporti sardi si superasse il muro dei 6 milioni di passeggeri; con evidenti benefici per il
turismo.
È stato varato un programma di investimenti per lacquisto di 540 autobus a.r.s.t., azienda
sullorlo del fallimento nel 2004; è stata inaugurata la metropolitana di superficie a Cagliari e
Sassari. Entro 2 anni, dopo il primo viaggio di prova svoltosi lanno scorso, sarà possibile
spostarsi in treno da Cagliari a Sassari in sole 2 ore. Sono stati investiti 1600 milioni di
euro per la strada 131, 450 milioni per la Sassari-Olbia e 90 milioni per la 554.
La giunta guidata da Renato Soru si è battuta, in questi anni, per abolire la situazione di
monopolio della compagnia di navigazione Tirrenia, che riceve unenorme quantità di
finanziamenti pubblici.
...... E CHE
Ugo Cappellacci, figlio del commercialista di Berlusconi, non è, come
vorrebbero far credere, una novità della politica regionale. E stato
assessore al Bilancio ai tempi della giunta Masala, anni 2003-2004: ovvero l
amministrazione di centrodestra che ha portato il bilancio regionale (di cui proprio lui era
responsabile) alla drammatica situazione di
indebitamento di cui si è detto. Lo stesso Masala è stato condannato dalla Corte dei Conti a
rimborsare 470.000 euro (La Nuova Sardegna, 16 giugno 2008). Cappellacci è
poi
diventato assessore al bilancio del Comune di Cagliari: anche qui, con risultati pessimi che
hanno condotto le casse comunali ad una situazione disastrosa.
Silvio Berlusconi, che a parole si definisce "un nostro concittadino", non ha nominato alcun
ministro né sottosegretario sardo (salvo Giuseppe Cossiga). Nei giorni dellalluvione di
Capoterra non ha inviato alcun
messaggio di cordoglio; nè ha evitato che la sua maggioranza si opponesse allaumento,
proposto da alcuni parlamentari sardi, dei fondi per gli sfollati; ha provato a spostare la
sede del G8, già prescelta, da La Maddalena a Napoli; ha fatto eleggere nelle liste bloccate
sarde 5 parlamentari non sardi.
Il Sindaco di Cagliari, Emilio Floris, ha bloccato lAccordo di Programma, sottoscritto con la
Regione, con cui si stanziavano circa 210 milioni di euro per la città capoluogo; denaro col
quale, tra le altre cose, lamministrazione Soru intendeva ricostruire il quartiere di S. Elia e
creare un campus universitario con 1000 posti letto in Viale La Playa.
Floris ha impedito che ciò avvenisse .
Paolo Maninchedda è uno degli artefici dellalleanza tra il suo nuovo
partito, il PsdAz, e il centrodestra. Ma, nel 2004, lo stesso Maninchedda si candidò a
sostegno dello schieramento di Soru, nelle cui file venne eletto.
LUnione Sarda e Videolina, in 5 anni, non hanno mai concesso un intervista a Renato
Soru: il Presidente della Regione, intervistato da tutti i più importanti giornali e televisioni
del nostro Paese, non ha avuto spazio sulla principale emittente locale regionale né sul più
importante quotidiano sardo. La ragione è semplice: leditore di Unione Sarda e Videolina,
Sergio Zuncheddu, molto vicino a Berlusconi, si è visto bloccare sontuosi progetti immobiliari
 sul suolo sardo a causa della legge salvacoste.
19/01/09
Category: Politica : nazionale : 

Author: staffsobborghi (10:44 pm)

Leggete sotto la dichiarazione di Cappellacci, da La Nuova Sardegna.
http://www.provincia.ogliastra.it/notizia.php?tipo=rassegna&id=7173
praticamente sostiene che si crea lavoro coltivando macchia (che non ha bisogno di grandi cure). non si capisce a chi si vende poi la macchia. forse vuol dire che bisogna costruire migliaia di ville in riva al mare così noi poi possiamo curare la macchia. che non ha bisogno di grandi cure. ecco creato il lavoro. cazzo il programma di Pili che parlava delle prealpi e delle undici province, copiato dalla Lombardia, era meno demenziale.

Vi suggerisco di far girare il più possibile queste dichiarazioni dementi, invitando tutti i vostri contatti su facebook ad aderire a questo gruppo in modo da diffondere il più possibile certe informazioni. Potete invitare chiunque a questo gruppo cliccando su http://www.facebook.com/home.php?ref=logo#/group.php?gid=58994708808 e poi su "Invita altri a iscriversi"
saludi et trigu
drer



«Ho un’idea forte per la Sardegna», spiega, «vorrei, con il contributo di tutti i sardi, trasformarla nella più grande oasi ambientale del Mediterraneo».
«La Sardegna», spiega Berlusconi, «ha una grande ricchezza con la sua macchia mediterranea che vive con poca acqua ed è verde per tutto l’anno. Tanti Paesi del Mediterraneo sarebbero interessari al mirto, al ginepro, al corbezzolo, all’olivastro e al lentischio. Con il risultato di creare migliaia di posti di lavoro nel giardinaggio». Il premier chiarisce meglio: «Non siamo cementificatori, venite a vedere quello che ho realizzato a Porto Rotondo». Dopo l’intermezzo, cioè la parte riservata a Cappellacci che ipotizza la creazione di 100 mila posti di lavoro, il presidente del Consiglio riprende la parola per ulteriori suggerimenti sulla linea economica.


---------
Ugo Cappellacci, figlio del commercialista di Berlusconi, non è, come vorrebbero far credere, una novità della politica regionale.

Le cronache iniziano a occuparsi di Ugo Cappellacci nel 2001, quando, anziché in politica, scende nel mondo dell’impresa anche se non con una propria azienda: viene nominato dai canadesi presidente della Sardinia Gold Maining, la multinazionale - c’è anche capitale australiano - che dal 1996 è autorizzata a divorare intere colline della Marmilla per cercare oro. All’inizio del 2003, Cappellacci, pare per contrasti con i proprietari, lascia questo Eldorado che ha deturpato l’ambiente.

E’ stato assessore al Bilancio ai tempi della giunta Pili-Masala, anni 2003-2004: ovvero l’amministrazione di centrodestra che ha portato il bilancio regionale (di cui proprio lui era responsabile) alla drammatica situazione di indebitamento di cui si è detto. Risultato: debito di 3,5 miliardi di €. il più alto mai avuto dai sardi.

Lo stesso Masala è stato condannato dalla Corte dei Conti a rimborsare 470.000 euro (La Nuova Sardegna, 16 giugno 2008).

Cappellacci è poi diventato assessore al bilancio del Comune di Cagliari: anche qui, con risultati pessimi che hanno condotto le casse comunali ad una situazione disastrosa.

 

 

08/01/09
Category: Storia : Pensiero economico : 

Author: staffsobborghi (9:27 pm)

 

 

John Rogers Commons vive tra il  1862 ed il 1945; è considerato dopo Veblen e con Mitchell uno dei padri dell’ Istituzionalismo americano.

       La sua opera di economista è per lo più legata all’attività svolta nell’Università del Wisconsin,USA dove arriva grazie all’economista Richard T.Ely diffusore in America del pensiero della scuola storica tedesca.

Il clima politico del Wisconsin era determinato da un ambiente fortemente influenzato dal progressionismo germanico e scandinavo di recente  immigrazione.

In questo quadro si può sostenere che il Wisconsin degli anni dieci del secolo scorso può essere considerato un modello per la cultura economica- politica liberal negli Stati Uniti dell’epoca.

Si caratterizzava per essere infatti il primo Stato dell’unione  ad adottare una legislazione fiscale ispirata a principi di progressività, regolare a livello legislativo i salari industriali, tutto questo secondo indirizzi di politica del diritto di cui Commons  come Law-maker fu diretto protagonista e da qui poi ispiratore di molte politiche adottate a livello nazionale con il New Deal attraverso l’impiego del Welfare state.

Dell’attività di law-maker  in The Legal Foundations of Capitalism“ i fondamenti giuridici del capitalismo” troviamo le conclusioni e la sistemazione teorica.

Commons trova dopo diverse peripezie , dovute in parte alle sue opinioni politiche, un posto dove poter svolgere la professione di insegnante e sviluppare le aree di ricerca di suo interesse: quella delle riforme sociali,istruzione universitaria e dell’economia del lavoro.

A partire quindi dal 1904 insegno nell’ Università del Winsconsin USA, in questo Stato Commons trova gli stimoli giusti e l’apprezzamento necessario per il suo lavoro e la sua visione dell’economia e del rapporto tra questa e la politica progressista.

Commons era stato visto spesso come un rivoluzionario, mentre come emerge da The legal Foundations of capitalism è un economista che credeva che gli elementi essenziali del capitalismo come proprietà privata e libera impresa, dovessero rimanere immutati, ma che fossero necessarie delle modifiche nelle regole alla base del funzionamento delle istituzioni economiche tali da porre un rimedio ai difetti più evidenti di un sistema economico basato sul Laissez-Faire.

Questa visione dei problemi economici fu sostenuta e resa traducibile in riforme reali attraverso una ben precisa metodologia di lavoro adottata da Commons.

Dalla ricerca accademica pura volta allo sviluppo di soluzioni a problemi economici reali; con l’aiuto dei suoi studenti già laureati,   passava a far conoscere queste idee e possibili riforme legislative ai diretti interessati, imprenditori, politici e sindacalisti, per ottenere da questi il consenso politico  necessario all’adozione delle stesse, poi in terzo luogo si adoperava per  promuovere queste le nuove legislazioni in altri stati degli USA.

E’ anche  questo suo impegno a farne un economista eterodosso insolito, perché non si limita a criticare l’ortodossia economica corrente, per la quale è meglio che il mercato fosse lasciato libero di allocare  le risorse in base  ai propri meccanismi di funzionamento, ma appunto interessandosi  in prima persona per  il cambiamento della situazione esistente attraverso l’introduzione di una legislazione sociale progressista 
 
 

L’ interesse per l’Istituzionalismo  nel pensiero economico statunitense negli anni  precedenti il New Deal era dovuta come anche sostenne Commons, alla insoddisfazione verso l’ottimismo degli approcci sistematici  come quello neoclassico criticato per gli eccessivi livelli di astrazione e formalismo.

In questa insoddisfazione verso l’ortodossia dell’epoca, si aprirono varchi al pensiero prima di Veblen e poi di Mitchell e Commons. E che fecero sentire la loro influenza nel New Deal.

Il successivo mancato affermarsi  dell’istituzionalismo nella scienza economica può essere ricondotta alla tendenza delle discipline economiche  ad evitare di assimilare l’idea di un legame tra funzioni normative e sistema economico.

Tratti comuni del pensiero istituzionalista sono un approccio sociologico all’economia politica, quindi un rifiuto della pretesa di autonomia concettuale e metodologica della scienza economica  dalle altre scienze sociali, oltre che da una costante critica alla tradizione economica in quanto ispirata da preoccupazioni ideologiche e da provvidenzialismo ottimistico. Questa critica sembra però non essere confermata da Commons in quanto anche lui  in The Legal Foundations of Capitalism  tratta  le selezioni delle consuetudini dei gruppi come implicitamente razionali nel loro trasformarsi gradualmente in regole giuridiche.

L’idea poi che non ci siano armonie economiche  porta da parte degli istituzionalisti a screditare il mercato come sistema fondamentale e generale di distribuzione dei beni.

Per Commons gli assetti economici come la distribuzione di risorse e di beni sono invece determinati da fatti esterni al sistema dei rapporti economici, su  questo tema Commons in  “The Legal Foundations of Capitalism” sostiene che tra  i fattori determinanti gli assetti economici sono da individuare le corti di giustizia.

Le quali sanzionano rapporti di forza tra soggetti collettivi; soprattutto nella Corte Suprema degli Stati Uniti, Commons  indica un elemento di forte  peso.

Per spiegare la mancata decisiva  influenza dell’istituzionalismo di Commons sulla scienza economica, oltre al concomitante predominio della scuola keynesiana, ci sono da considerare anche la tendenza delle discipline economiche a  rifiutare  l’idea di un legame tra funzioni normative e sistema economico.

Anche il linguaggio di Commons  nettamente contrapposto alle tradizioni lessicali degli economisti  e volto alla disgregazione dei confini e autonomie disciplinari tra economia e giurisprudenza rende difficile la sua adozione.

Nella sua attività di consulente giuridico di organi pubblici, Commons si trovò con la necessità di potersi accontentare delle definizioni astratte della teoria economica ortodossa, considerate da lui non soddisfacenti.ma considerò le modifiche e le trasformazioni portate a queste dalle decisioni prese da soggetti dotati di potere prescrittivi come le corti di giustizia.

Commons  riprende l’evoluzione e la trasformazione  della nozione di valore fatte dalla Corte Suprema degli Stati Uniti che lui  descrive come il più rilevante fattore di mutamento in economia.

Sulla nozione di valore vengono descritte da Commons   e ricondotte al cambiamento che il significato di diritto di proprietà ha avuto  dal common law britannico basato sul valore di uso  come semplice diritto di godimento di beni materiali e fisici(legato  a  una struttura sociale di tipo feudale), ad uno basato sul diritto che si esercita  su beni invisibili come le capacita del lavoratore.

Queste trasformazioni che avvengono senza particolari traumi per il sistema politico, avvengono come  emerge  in The Legal Foundation  of Capitalism come risultato dell’intervento consapevole  di organi statali come la corte suprema tesi che cozza con le nozione di valore economico dell’ortodossia che lo descrive come il prodotto di meccanismi e automatismi del mercato.

Sostenendo quindi l’idea che i poteri pubblici , giudiziario e legislativo abbiano un ruolo essenziale nei rapporti economici e nei loro mutamenti.

In The Legal  Foundation of Capitalism troviamo alcune termini-nozioni di cui alcune estranee o scarsamente usate nel gergo della teoria economica ortodossa. Sono termini che Commons  utilizza perché confacenti alla sua posizione di frontiera tra scienza economica e giurisprudenza. “Collective action” o azione collettiva che Commons usa come sinonimo di Istituzione  in quanto evidenzia  la funzione di controllo e  regolamentazione dell’azione individuale.  
 
 
 

Ancora “Transaction” che indica sia un rapporto giuridico che un’operazione economica ,volte alla distribuzione di risorse scarse fra due parti; da The Legal Foundation Of Capitalism << …transazioni e negozi diventano il punto di incontro dell’economia, della fisica, dell’etica, della jurisprudence  e della scienza economica..>>.

Per Commons  una “Trasaction” non si manifesta mai solo tra due  soggetti, ma include un terzo “arbitro” , che ha il compito di garantire le due parti, avendo come oggetto un comportamento futuro  di una o di entrambe le parti.  

Altro termine è “Going Concerns” che indica una struttura organizzata che abbia la funzione di arbitro tra i suoi membri, una struttura  riconosciuta nello  Stato ma anche nel Sindacato o un’Impresa. Da The  Legal Foundation Of Capitalism  << …queste situazioni sono poi ampliate o ristrette nel loro volgersi dall’attività di funzionari pubblici, di organizzazioni sindacali:soggetti che interpretano ed applicano diritti,doveri,libertà dei cittadini, al punto che il comportamento degli individui si considera adeguato o no rispetto al comportamento dei soggetti collettivi come nazioni,imprese o sindacati…>>.

Ogni individuo è membro di più strutture all’interno del quale vi sono le Transaction tipizzate e delle norme di funzionamento chiamate  da Commons  “Working Rules” che determinano il funzionamento delle “Going Concernes”

Questo tipo di approccio permette  di analizzare il funzionamento degli apparti giuridici cogliendone gli effetti sul mutamento sociale come nel caso di  una decisione  presa dalla Corte Suprema può far mutare le Working Rules tra cittadini e funzionari pubblici  determinando cosi il funzionamento delle Going Concerns. 

In  The Legal Foundation of Capitalism  si  trova  la descrizione della trasformazione del common law, sia il passaggio da quello feudale a quello mercantile piu adatto ad un economia capitalistica, sia il più rilevante cambiamento subito dal sistema giuridico britannico nell’adattamento in America ad una costituzione scritta.

Commons nella sua analisi sulla libertà, proprietà e valore, fa precisi riferimenti giurisprudenziali di casi trattati in più tempi dalla Corte Suprema degli Stati Uniti al fine  di mostrare  l’apparire nella giurisprudenza americana dell’idea  di proprietà come diritto su valori di scambio come il proprio lavoro o vocazione.

E quindi di come  del ruolo che la Corte Suprema ha avuto nella storia americana nel determinare il contenuto  di elementi  economici fondamentali come il valore influenzandone pesantemente gli assetti economici del paese.

Richiamando in generale ad un idea di regolamentazione da parte dei poteri pubblici del diritto di proprietà non in termini statalisti ma come indirizzo di politica del diritto volto ad accogliere la regolamentazione consuetudinaria dei rapporti delle parti sociali  considerando il peso che certe decisioni a livello giuridico possono avere sullo sviluppo economico o sull’ indirizzo che una certa norma modificata possono determinare cambiamenti nell’assetto economico.

 

Alberto Sanna

08/01/09
Category: Dossier : Repubblica Ceca : 

Author: staffsobborghi (9:18 pm)

Università Commerciale “Luigi Bocconi”







Ritorno al futuro”:

transizione, consolidamento democratico ed ingresso nell’UE della Repubblica Ceca.






Autori


Luigi Granitto

Alberto Sanna

Michele Zingarelli






Introduzione





Chi non ha mai letto un libro di Milan Kundera, non può capire il fascino e la curiosità che circonda il popolo ceco e la sua terra. Un popolo che fra i primi in Europa ha aperto le braccia alla democrazia e che per moltissimo tempo è stato vittima del giogo del regime filosovietico.

Una nazione che dopo quarant’anni di democrazia “congelata”, ritrova le libertà perse, ma non per questo dimenticate, ed una nuova realtà, l’Unione Europea, nella quale esprimere appieno le proprie potenzialità.

Uno sguardo ad Ovest, ed all’Unione Europea, appunto, che, a differenza delle altre nazioni del centro e dell’est Europa non è un qualcosa di nuovo. Proprio su ciò si basa il titolo che abbiamo deciso di dare alla nostra ricerca: non un ingresso in Europa, ma, bensì, un ri-ingresso in Europa. E proprio ciò ha ispirato il titolo del nostro lavoro.

Utilizzando la teoria degli studiosi di scienza politica Linz e Stepan, che hanno studiato il comportamento dei regimi post-totalitari, abbiamo effettuato una ricerca sulla Rep. Ceca, basandoci sui dati statistici fornitici dai report dell’Unione Europea, sugli scritti di altri studiosi scienza politica, sulle interviste ai protagonisti di questo cambiamento: il console Josef Molata, i Responsabili dei Dipartimenti del Ministero degli Esteri ceco a Praga, e di un ricercatore dell’istituto per le relazioni internazionali ceche a Praga1.





La Cecoslovacchia verso la transizione: un mondo sotto ghiaccio



Dimenticanza é la chiave di quello che essi chiamano normalizzazione della Cecoslovacchia. In effetti, il regime disse al popolo: dimenticate il 1968, dimenticate le vostre tradizioni democratiche, dimenticate che un tempo eravate cittadini con diritti e doveri, dimenticate la politica, noi in cambio vi daremo una vita confortevole. Non vi chiediamo di credere in noi o nella nostra fatua ideologia, tutto quello che vi diciamo e che dovrete conformarvi esteriormente e pubblicamente”.2

Queste parole di Timothy Ash illuminano su ciò che è stato in quegli anni in Cecoslovacchia. Tra il 1918 e il 1938 la Cecoslovacchia era tra le nazioni più ricche d’Europa, con una democrazia solida, e con un economia tra le dieci al mondo. Era insomma un paese padrone del proprio destino, un destino che sembrava inserito senza pericoli di cambiamenti nel cuore dell’Europa occidentale. Anzi, per meglio dire, nel centro dell’Europa, come ci hanno giustamente ricordato le persone che abbiamo conosciuto di quel paese e che ingiustamente abbiamo etichettato come “dell’Est”.

Ad un certo punto (nel 1952) accordi di sovranità e poteri superiori al proprio, hanno deciso che questo non doveva essere più. Si decise, contro la geografia e la storia del paese, che da quel giorno in poi quello sarebbe stata una nazione dell’“Est” appartenente al blocco comunista.

Nonostante questo, il forte senso di democrazia del popolo cecoslovacco spinse il leader slovacco Dubcek ad un tentativo di riforma. La risposta del potere sovietico fu forte, soldati e carri-armati imposero Husak, un leader brezneviano: il leader della dimenticanza, come venne battezzato da Kundera.

Basta leggere qualche pagina dell’”insostenibile leggerezza dell’essere” per capire il senso d’umiliazione del popolo cecoslovacco.

Ricordiamo inoltre la risposta del Console in Italia, Jofes Molata, “dopo, moralmente fu anche peggio”, e la voglia di dimenticare quegli anni che si sentiva quando gli facevamo domande sul passato, crediamo chiariscano le sensazioni di quel popolo.

In sostanza tutte le cinque arene fondamentali per la democrazia, seguendo i lavori di Linz e Stepan, la società civile, la società politica, il ruolo della legge, la società economica e la burocrazia, furono costrette a dormire in un sonno incantato di quarant’anni dal quale ci si risvegliò con molta fatica. Anzi in alcuni casi, come quello dell’arena economica, ne venne completamente sovvertita l’efficienza.

Una situazione di questo tipo comporta vantaggi ma anche svantaggi per il processo di transizione e consolidamento democratico. Infatti da un lato il sistema semplicemente implose, per decadenza, senza una benché minima reazione, e dall’altro l’opposizione venne presa di sorpresa da questo crollo, in un momento in cui non era ancora pronta un’alternativa.

Un regime di post-totalitarismo congelato non poteva cadere che in quel modo, perché era in vita solo formalmente, come un burattino manovrato dall’alto . Nel caso della Cecoslovacchia otto giorni dopo la caduta del muro di Berlino, il 17 novembre, venne indetta una manifestazione di studenti con la partecipazione del leader del movimento d’opposizione più importante, Havel di “Charta 77”, sedata con la violenza.

Il 4 dicembre Husak rassegnò le dimissioni e il 29 Havel fu eletto presidente della nuova repubblica Cecoslovacca. Crediamo che le date parlino da sole sulla velocità del crollo!

Così si risvegliava la Cecoslovacchia, si risvegliava la società civile e politica, rinasceva l’economia, si riformava la burocrazia e ritornava la legalità nel paese.

La transizione fu abbastanza lunga, ma, tutto sommato, l’eredità del passato hanno permesso alle due nascenti repubbliche Slovaccha e Cechia (nel 1993) un volece consolidamento democratico.

Il seguito di questo lavoro si concentrerà sul consolidamento democratico in Repubblica Ceca, consolidamento che, a conclusione della nostra ricerca, consideriamo completato; si analizzeranno le cinque arene della teoria di Linz e Stepan soffermandoci sui problemi risolti e su quelli futuri, facendo particolare attenzione al parere di funzionari del loco da noi personalmente contattati.























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